Storia della RazzaStandard di RazzaCarattere del C.L.C.



 

La selezione di questa razza comincia sulla frontiera della Repubblica Cecoslovacca, nella seconda metà degli anni cinquanta. La situazione dell’esercito cecoslovacco in quel periodo permise al colonnello Karel Hartl di provare ad incrociare i lupi dei Carpazi con i Pastori Tedeschi.

In un primo momento questi accoppiamenti, più che creare una nuova razza, miravano a osservare le differenze morfologiche e fisiologiche che si sviluppavano dai genitori ai loro cuccioli. Si volevano inoltre sperimentare le attitudini all'addestramento, ma soprattutto alla resistenza. I primi risultati scientifici incominciarono ad essere vagliati dall'Accademia delle Scienze di Praga: negli anni 1964/1965 è già forte l'idea di creare una nuova razza malgrado le energiche opposizioni degli allevatori di Pastori Tedeschi.
Il primo standard fu creato da Karel Hartl: in quel periodo esistevano già quattro generazioni di incroci della prima linea di sangue fondata dalla lupa Brita e dal Pastore tedesco Cezar Z Brezoveho Haje, e altre due generazioni della seconda linea di sangue della stessa lupa Brita e dal Pastore tedesco Kurt Z Vaclavky. Tutti i discendenti non erano ovviamente a disposizione dei civili, ma solo dei militari, i quali ne chiedevano l'iscrizione nei libri genealogici. Purtroppo però l'Unione degli Allevatori dei piccoli animali (CSCHDZ, equivalente dell'italiana ENCI) non volle registrarli poiché vi erano ancora pochi esemplari.
Nel 1968, nell'allevamento della Polizia di Stato, fu accoppiato il lupo Argo con la femmina di Pastore Tedesco Asta SNB, dando così inizio a una nuova linea di sangue.

Nel 1970 questi incroci non venivano registrati nei libri genealogici malgrado gli allevatori civili possedessero già 56 esemplari, e altri 100 e più prestavano servizio sulla frontiera. Nel 1974 l'incrocio femmina di terza generazione Xela Z Pohranicni Straze fu coperta dal lupo Sarik, il quale coprì anche la femmina Urta Z Pohranicni Straze.
Tali lupi, nel 1981, vengono finalmente registrati nei libri d'origine sotto il nome di “Cane Lupo Ceco”, nome che tuttavia nel 1982, su richiesta del Club della Razza, mutò in “Cane Lupo Cecoslovacco”.

Purtroppo negli anni 1982/1983 gli allevatori Slovacchi ignorarono il programma degli accoppiamenti elaborato da Karel Hartl usando in eccesso il maschio Rep Z Pohranicni Straze. Arrivarono così in cinque anni ad avere il 90% di cani consanguinei e l'83% di cani strettamente consanguinei. Per gli allevatori Cechi con pochi esemplari era dunque difficile mantenere linee non consanguinee, e per questo motivo entrò nel programma dell'allevamento il maschio Kazan Z Pohranicni Straze, scelto fra i cuccioli nati da Lejdy (lupa) e Bojar Vom Schotterhof (pastore tedesco). Questo fu l'ultimo incrocio ad entrare nella riproduzione. Infatti dal 1983 gli accoppiamenti avvengono solo tra cani Lupi Cecoslovacchi.
Il lavoro svolto da Karel Harlt permise il riconoscimento della razza nel 1989 da parte della F.C.I. (tuttavia ancora in prova) che ne registrò lo standard sotto il numero 332. Quest'anno in Messico la F.C.I. l'ha riconosciuto definitivamente grazie alla sua variabilità genetica.



a cura di Sarka Matrasova - tratto dalla rivista "I Nostri Cani" - febbr. 2000



 

ALTEZZA:
- maschi minimo 65 cm;
- femmine minimo 60 cm.

PESO:
- maschi minimo 26 kg;
- femmine minimo 20 kg.

PROPORZIONI:
- lunghezza del corpo: Altezza al garrese = 10 : 9;
- lunghezza del muso: Lunghezza della regione craniale = 1:1,5;
- lunghezza dell’avambraccio col metacarpo forma il 55% dell’altezza al garrese.

ASPETTO GENERALE:
- costituzione solida leggermente più grande della taglia media;
- la costituzione corporea, il movimento, il colore del manto e la maschera assomigliano a quelli del lupo.

TESTA:
- simmetrica, ben muscolosa. Vista dal profilo e dall’alto forma un cuneo smussato. Il dimorfismo sessuale deve essere ben riconoscibile;
- regione craniale: vista di fronte e di profilo, la fronte è leggermente arcuata. Il solco frontale non è marcato e l’osso occipitale è chiaramente visibile;
- stop: moderato;
- tartufo: ovale, nero;
- muso: secco, non largo, visto di profilo rettilineo;
- labbra: ben stirate, con angolini chiusi, bordi neri;
- mascella e dentatura: mascella forte e simmetrica. I denti ben sviluppati, in particolar modo i canini. La chiusura è a forbice o a tenaglia con 42 denti di solita forma. Linea della chiusura regolare;
- guance: secche, ben muscolose, non marcatamente sporgenti;
- occhi: stretti, obliqui, il colore dell'iride è chiaro, intendendo giallo-marroncino, ambrato. Un colore molto chiaro quasi verdognolo è necessario considerarlo come un estremo, ma non è possibile penalizzarlo. Il colore marrone chiaro/nocciola è solo un’imperfezione, che non abbassa la valutazione, a differenza dal colore marrone scuro/castano o ancora più scuro, che è già un difetto. Le palpebre sono aderenti;
- orecchie: dritte, sottili, di forma triangolare, corte, non lunghe più di 1/6 dell’altezza al garrese. Il punto d’attacco esterno dell’orecchio e l’angolo esterno dell’occhio sono in linea retta. La linea verticale che parte dalla punta dell’orecchio passa adiacente al fianco della testa;
- collo: asciutto, ben muscoloso. A riposo forma con il piano orizzontale un angolo fino a 40°. Inoltre deve essere abbastanza lungo da permettere al cane di raggiungere senza fatica la terra con il muso.

CORPO:
- linea superiore: passaggio graduale dal collo al tronco, leggermente discendente;
- garrese: ben muscoloso, pronunciato, ma non deve interrompere l’andamento armonico della linea superiore;
- dorso: solido e diritto;
- reni: diritte, ben muscolose, non larghe, leggermente discendenti;
- groppa: corta, ben muscolosa, non larga, leggermente discendente;
- torace: simmetrico, ben muscoloso, ampio, a forma di pera, si restringe verso lo sterno. Non deve essere profondo fino ai gomiti. La spalla sporge davanti all'omero;
- linea inferiore e ventre: ventre teso, arcuato. Inguine leggermente incavato;
- coda: inserita alta, pende liberamente in giù, lunga fino al garretto. Quando il cane è eccitato di solito la alza a forma di falce.

ARTI ANTERIORI:
- lunghi, solidi, paralleli vicini dritti, con i piedi leggermente rivolti verso l'esterno;
- spalla: scapola spostata in avanti nel torace e ben muscolosa. Forma un angolo di 65° con la linea orizzontale;
- braccio: molto muscoloso, forma con la scapola un angolo di 120/130°;
- gomito: aderente al torace, non sporge oltre la linea dell’arto. Ben marcato, molto mobile. L’omero col radio forma un angolo intorno ai 155°;
- avambraccio: lungo, asciutto e diritto. La lunghezza dell’avambraccio col metacarpo forma il 55% dell’altezza al garrese;
- carpo: solido, ben mobile;
- metacarpo: lungo, con il terreno forma un angolo di almeno 75°, leggermente elastico in movimento;
- piedi: grandi, leggermente rivolti verso l'esterno con dita lunghe ed arcuate, unghie robuste e scure. Cuscinetti ben sviluppati, elastici e scuri.

ARTI POSTERIORI:
- possenti e paralleli. La linea verticale che parte dall’ischio passa al centro del garretto;
- coscia: lunga, ben coperta di muscoli, forma con il bacino, un angolo intorno agli 80°. L’anca è solida e ben mobile;
- ginocchio: possente e ben mobile;
- stinco: lungo, asciutto, ben muscoloso. Con il metatarso forma un angolo intorno ai 130°,
- garretto: asciutto, solido, ben mobile;
- metatarso: lungo, asciutto, è quasi verticale nel confronto con il suolo;
- piede: piuttosto lungo, dita arcuate, unghie robuste e scure.

MOVIMENTO:
- Trotto armonioso, instancabile, agile, sciolto a lunghe falcate. I piedi si muovono più vicino possibile al suolo, la testa e il collo si abbassano e formano un’unica linea orizzontale con il dorso. Il passo ampio è il modo corretto di muoversi piano. Il Pastore Tedesco, con la sua andatura energica, si stanca durante i primi chilometri. Il Cane Lupo Cecoslovacco invece, è stato ripetutamente e con successo sottoposto alla prova di resistenza su un percorso di 100 chilometri.

PELLE:
- elastica, tesa senza rughe, non pigmentata.

MANTELLO:
- il pelo è forte e liscio. C’è grande differenza tra il mantello invernale e quello estivo. D’inverno il sottopelo è predominante e unito al pelo forma un folto mantello che copre tutto il corpo. E’ necessario che il pelo copra ventre, parte interna delle cosce, parte interna dell’orecchio e zone tra le dita.
- colore: dal giallo grigio al grigio argento con una tipica maschera chiara. Il manto è chiaro anche sulla parte inferiore del collo e sul petto. Il colore grigio scuro con una maschera è ammesso.

DIFETTI: tutte le diversità rispetto allo standard sono da considerarsi difetto e nel giudizio finale hanno un peso variabile in funzione della sua gravità.
- testa leggera o troppo pesante. Fronte piatta.
- occhi marrone scuro, nero o non uguali.
- orecchie grossolane, attaccate troppo in alto o troppo in basso.
- collo portato alto in riposo, basso in posizione.
- garrese poco marcato. Linea superiore atipica, groppa lunga.
- angolatura insufficiente o esagerata degli arti anteriori. Metacarpo molle.
- angolatura insufficiente o esagerata degli arti posteriori. Muscolatura insufficiente.
- coda lunga, attaccata bassa o portata male.
- maschera poco marcata.
- passo corto, movimento ondulatorio.

DIFETTI DA SQUALIFICA:
- asimmetria nelle proporzioni.
- difetti di carattere.
- testa atipica. Dentati mancanti. Chiusura scorretta.
- occhio di forma atipica o mal posato. Orecchio di forma e dall’attacco atipico.
- giogaia. Linea superiore troppo discendente.
- torace atipico. Posizione scorretta e atipica degli arti anteriori.
- coda attaccata e portata scorrettamente
- mantello atipico di colore diverso dello standard. Pelo deve essere aderente non ispido.
- legamenti rilassati. Andatura atipica.

 

Tratto da: “Il cane lupo cecoslovacco”, autore Ing. Karel Hartl e Jindrich Jedlicka.



 

Il Cane Lupo Cecoslovacco è generalmente un cane iperattivo, specie da cucciolo, quando resta solo in casa distrugge tutto ciò che trova, come del resto tutti i cuccioli di razze particolarmente attive. Questo sembra dovuto alla noia: la solitudine e l’inattività fisica possono causare stress nel cane, soprattutto in un cucciolo vivace com’è il C.L.C., che sentendo oltremodo i legami di branco soffrirà di ansia da abbandono.
Il cucciolo affronta i suoi problemi rosicchiando tutto ciò che trova: paradossalmente due o tre cuccioli di C.L.C. fanno meno danni piuttosto che uno solo abbandonato a se stesso, però risulteranno più difficili da gestire. Meglio un solo cane a cui dedicarsi totalmente.
Tra le soluzioni possibili quella migliore è evitare al cucciolo tante ore di solitudine, affidandolo a qualcuno durante il giorno disposto a portarlo a spasso e a farlo giocare, oppure qualcuno con un giardino e un cucciolo altrettanto bisognoso di movimento e di giochi. Tornare spesso a casa appena possibile e giocarci o portarlo a fare una bella passeggiata è una soluzione ottimale, e anche dotarlo di attrezzare in un box in giardino, o allestire una stanza in casa a prova di cucciolone, eliminando tutto ciò che può rovinare, e lasciandogli un gioco. In questo luogo tuttavia deve  stare rinchiuso il meno possibile, e solo in casi di estrema necessità.
Fondamentale è comunque una buona dose di pazienza: il C.L.C. è una razza che richiede molte attenzioni durante la crescita, e ha un gran bisogno di attività fisica.

Da adulto è dotato di una straordinaria agilità, per cui se non si ha il tempo per far muovere intensamente o esercitare regolarmente il proprio C.L.C., è meglio optare per un'altra razza: più tempo si dedicherà al C.L.C. maggiori saranno i risultati.
Molto vitale ed energico, con un po' di moto si riesce a scaricare la sua iperattività, così sarà più felice e sarà pronto ad apprendere più facilmente in fase d’addestramento.
In compenso si dimostrerà incredibilmente affettuoso  in quanto ama il contatto fisico, anche se piuttosto “materiale”, dato che nelle sue effusioni mette in atto tutti gli atteggiamenti necessari per rafforzare il legame tra voi e lui. Sviluppa infatti relazioni sociali molto forti non solo con il suo padrone ma con tutto il nucleo familiare.
E’ un cane molto sensibile, perciò la decisione di prenderne uno deve essere molto ponderata. Sono cani incapaci di celare il genuino bisogno di affetto che è proprio di un animale intelligente. Inoltre l’istinto di vivere in branco lo porterà a chiedere sempre quell’attenzione che lo farà sentire parte integrante della “famiglia”.

Il C.L.C. è attento a tutto ciò che lo circonda, sempre all'erta, è molto curioso di tutto ciò che è una novità, mantenendo però un certo sospetto per capire se può rivelarsi un pericolo oppure no.
Presenta una vasta gamma di comportamenti, legati soprattutto alla socialità e al forte senso di appartenenza al gruppo, finalizzati a rafforzare i legami di “branco”. Per questo si consiglia tale razza a chi sia in gradi di interpretare perfettamente il ruolo di leader sicuro e affidabile, il "capobranco" umano, colui che sarà il punto di riferimento, degnato del più profondo affetto e venerazione.
Manifesta inoltre una vasta gamma di espressioni comunicative non solo tramite l’ululato e le modulazioni vocali, ma anche con il movimento delle orecchie, del pelo, della coda e della svariata mimica facciale. Trattandosi di una razza che ha alle spalle una formazione recentissima, ogni cane può presentare un carattere del tutto originale. Qualcuno può avere un forte temperamento, così come un altro può essere debole di carattere; qualcuno equilibrato e coraggioso, altri anche diffidenti e non sicuri di sé; qualche soggetto potrebbe essere piuttosto aggressivo verso gli estranei, altri pacifici e flemmatici. Ciò è dovuto a quei comportamenti ancestrali per cui ogni elemento, per una pacifica convivenza nel branco, deve ricoprire un ben preciso ruolo gerarchico.
Ecco perché, fin da piccolo, il C.L.C. deve sapere qual è il suo ruolo nel branco degli umani, perchè a seconda del suo personale carattere potrà essere forte l’attitudine alla scalata gerarchica del branco, quindi cresciuto in famiglia potrebbe fare altrettanto cercando di dominarne i vari componenti. Dipende quindi da noi fare in modo che esso si collochi al giusto livello e determinare quale comportamento dovrà tenere in quanto subordinato.

Data questa variabilità di carattere, specie per i soggetti con una debole tempra, è fondamentale far socializzare già in tenera età, e il più possibile, questo cane. Il tutto, comunque, sempre gradualmente: farlo incontrare con altri animali, fargli conoscere tanta gente nuova, portarlo nel traffico cittadino ed esporlo a tutte quelle situazioni che entreranno nel suo bagaglio di esperienze personali in maniera positiva, eliminando così l'eventualità di veder crescere un soggetto problematico, timido, pauroso o comunque psicologicamente instabile e insicuro.
Comunque col fine di avere un cane da utilità, i soggetti troppo timidi o troppo aggressivi vanno gradualmente migliorati con selezioni mirate.
Rimane comunque assai diverso dalla maggior parte dei cani che conosciamo oggi, poiché al momento sono ancora molti gli atteggiamenti ereditati dal lupo, anche se è un cane a tutti gli effetti. Del resto anche razze appartenenti al quinto gruppo, cioè cani di tipo “spitz” e tipo “primitivo”, presentano molte di queste caratteristiche "lupine".

Un’altra caratteristica peculiare del C.L.C. è la sua forte pulsione predatoria. Generalmente però considera prede non tanto la classica pallina o il bastoncino lanciato, che destano in lui solo un momentaneo interesse, ma un elemento che si muova velocemente sul suolo o in aria e che produca anche un odore e un rumore interessante (topolini, polli, uccellini....), esattamente come succede nei cani selezionati la caccia.
Questo comunque dipende anche dagli stimoli che il cane riceve dall’ambiente in cui vive: per esempio, generalmente un C.L.C. che vive in box o in appartamento, però con un buon carattere di base, risponde più facilmente allo stimolo della pallina, rispetto a un cane che vive semiselvatico in un giardino, abituato a fare quello che a lui pare.

Il buon “proprietario” di un C.L.C. dovrà avere esperienza con i cani documentandosi, essere tollerante per certi comportamenti e intransigente, nei limiti, per altri. Deve imparare a conoscerlo, altrimenti sia per il cane che per i componenti della famiglia non sarà una convivenza facile. Con tutto ciò non si vuole scoraggiare chi vuole avvicinarsi a questa razza, ma rendere più consapevoli coloro che decidono di convivere con questi cani, perchè le soddisfazioni per chi ha apprezzato questa razza sono molte.


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